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Guida alla coltivazione di cavolfiori e broccoli

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06/10/2017

Guida alla coltivazione di cavolfiori e broccoli

Il terreno: Le produzioni migliori avvengono su terreni di impasto medio; queste piante hanno una resistenza media alla salinità e prediligono un pH che si aggiri intorno ai 6,5-6,8.

La concimazione di base: La concimazione organica può essere effettuata alla coltura precedente che non deve appartenere al gruppo degli ortaggi da foglia o delle brassicacee. Se non si possiede un impianto a goccia, si può apportare un pre-impianto di fosforo e potassio.

Le esigenze climatiche: Prediligono un clima fresco e umido. La temperatura ideale di crescita è di 15-18°C e quella minima di 9-10° C. le varietà tardive, per formare la parte del prodotto commestibile, hanno bisogno di un periodo prolungato di freddo.

Il trapianto: È preferibile eseguire il trapianto nelle ore più fresche della giornata, inumidendo, prima dell’impianto al suolo, la zolletta e irrigando il terreno, in modo da facilitarne l’attecchimento. È consigliabile effettuare il trapianto in pieno campo nel periodo compreso tra maggio e febbraio.

 

La distanza: 50-80 cm tra una pianta e l’altra e 60-100 cm tra le file per il passaggio. Dal momento che le varietà tardive sono più rigogliose di quelle precoci è sempre bene, al momento del trapianto, scegliere distanze maggiori.

 

COLTIVAZIONE

Le cure colturali: È importante eliminare, in maniera continua, le erbe spontanee in prossimità delle piante coltivate in quanto fonti di inoculo di numerose malattie.

Le irrigazioni: È da preferire un impianto a goccia con manichetta forata, così da evitare di bagnare la vegetazione riducendo inoltre le problematiche fitosanitarie. Questo gruppo di piante richiede annaffiature frequenti evitando eccessi e squilibri idrici e mantenendo costante il livello di umidità del terreno.

Le concimazioni di copertura: È bene nutrire la pianta, ogni 10-15 giorni circa, con concimi naturali che contengono potassio, ferro, calcio, magnesio, fosforo, azoto e microelementi.

Gli avvicendamenti: Si sconsiglia la coltura ripetuta per più anni soprattutto se non vengono eliminati i residui della vegetazione, soprattutto se colpita da malattie.

La raccolta: Viene effettuata quando i fioretti che compongono il corimbo sono ancora ben compatti. Le piante si tagliano al colletto lasciando qualche foglia che servirà a proteggere il corimbo durante la manipolazione. La dimensione e il peso dei corimbi varia in base alla varietà utilizzata, al periodo di coltivazione e alla densità di impianto. Il ciclo colturale varia da 60 a 210 giorni dal trapianto il tutto dipende dalle varietà. Possono conservarsi in frigo per 1-2 settimane circa.

 

FISIOPATIE E AVVERSITÀ AMBIENTALI:

Piante cieche: Non sono in grado di creare infiorescenze a causa di sbalzi termici in corrispondenza dei primi stadi vegetativi della pianta.
Prefioritura: La scarsa umidità e le temperature elevate durante la formazione del corimbo causano una fioritura anticipata del prodotto.

Basse temperature: L’abbassamento di temperatura al di sotto degli 0°C può danneggiare le infiorescenze anche in maniera piuttosto grave.

Virescenza o frondescenza: Presenza di foglioline tra gli elementi del corimbo favorita da andamento stagionale con temperature superiori alla media stagionale.

Bottonatura: A causa dell’elevato o basso contenuto di acqua nell’ambiente, del terreno salino, dallo scarso contenuto di azoto o anche per la presenza di molte malerbe le piante producono dei piccoli corimbi anticipati e non risultano commerciabili.

 

AGENTI PATOGENI MALATTIE RICONOSCIMENTO CURE E TRATTAMENTI
Virus Mosaicature e ingiallimenti tra le nervature e/o arrossamento dei margini con deformazione della lamina fogliare Lottare afidi vettori, eliminare piante con sintomi.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insetti

Mosca del cavolo Larve bianche che scavano gallerie nella radice; ingiallimento e morte delle piantine Deltametrina, Clorpirifos al terreno
Afide ceroso Pidocchi cerosi che causano accartocciamenti, ingiallimenti e disseccamenti fogliari. Vettori di virus Imidacloprid, Pirimicarb, Azadiractina.
Aleurodidi Piccoli insetti alati bianchi sulla pagina inferiore delle foglie Deltametrina, Cyflutrin, Azadiractina
Cavolaia e altre larve di lepidotteri Causano erosioni sulle foglie Bacillus thuringiensis, Spinosad, Indoxacarb, Deltametrina
Altica Piccoli coleotteri, saltatori, nero lucido che causano erosioni ritondeggianti sulle foglie. Deltametrina
Cimici Causano piccole tacche gialle con disseccamenti dei tessuti per effetto delle punture Deltametrina,Cyflutrin.
Tripidi Argentature fogliari e necrosi dei tessuti per le punture Deltametrina, Cyflutrin, Spinosad.
Cecidomia Induce l’accecamento del germoglio centrale con sviluppo di più teste nei cavoli. Deltamentrina.
 

 

 

 

 

 

 

 

Funghi o crittogame

Ernia Sviluppo stentato delle piante e presenza di malformazioni tumorali nelle radici; favorita nei terreni umidi e acidi Rotazioni
Alternariosi Macchie nere, puntiformi o rotondeggianti su foglie e infiorescenze; favorita da piogge o elevate umidità ambientali Iprodione, Rame, Azoxystrobin, Difenconazolo
Microsferella Macchie circolari grigiastre o brune con zonature concentriche per eccesso di umidità Rame, Difenconazolo, Azoxystrobin
Peronospora Macchie giallastre sopra le foglie e presenza di muffetta biancastra nella pagina inferiore Rame, Propamocarb, eliminare le foglie malate
Ruggine bianca Pustole sopraelevate di colore bianco sulla pagina inferiore delle foglie; favorita da piogge Rame
Batteri Marciume nero Macchie nere sul margine delle foglie e ingiallimenti ampi sui tessuti; piccioli fogliari e fusti con tessuti interni anneriti Rame Ampie rotazioni
Marciume molle Marciumi maleodoranti favoriti da periodi umidi Rame Eliminare le piante infette
Lumache e limacce: Erosioni fogliari e presenza di tracce mucose Esche avvelenate con Metaldeide o Metiocarb

 

 

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI

Presentano ottimi valori nutrizionali e salutari in quanto contengono fibre, sali minerali, vitamine E proprietà antiossidanti. È presente anche lo zolfo che sprigiona un odore tipico durante la cottura.

 

CAVOLI BROCCOLI

Cavolo broccolo ramoso calabrese 80-85 giorni: È una varietà a ciclo medio-tardivo. Per la raccolta occorrono circa 75-80 giorni dal trapianto. Produce una testa a forma di cupola, con grana fine di colore verde e riesce a produrre dei ricacci. Sopporta le temperature fredde e la prefioritura.  In cucina viene utilizzato per tantissime ricette come le orecchiette ai broccoli, le crespelle oppure lessati con aglio.

Cavolo broccolo ramoso calabrese (1)

Cavolo broccolo marathon 80-85 giorni: Il ciclo di vita di questo tipo di broccolo è in grado di fornire dei corimbi di qualità eccellente e proprio per la sua versatilità di impiego è leader tra i broccoli. La pianta è di buona robustezza e presenta un fogliame verde scuro. Produce broccoli compatti a forma di cupola con grana molto fine. Presenta un’ottima tolleranza agli sbalzi termici e agli stress idrici. Ha una buona capacità di ricaccio dei getti laterali dopo il taglio ed è anche resistente alla peronospora.

marathon

Cavolo broccolo green belt 75-85 giorni: Questo tipo di pianta matura a circa 75 gg dal trapianto. Presenta un corimbo di eccellente qualità e una buona tenuta in pieno campo con grana molto fine ed un gambo liscio. Durante la stagione estiva sopporta discretamente il calore e riesce ad adattarsi alle differenti situazioni colturali. Attualmente occupa il primo posto tra gli ibridi della classe medio-precoce grazie alle eccellenti qualità del corimbo e alla capacità di produrre abbondanti ricacci. Possiede una discreta resistenza alla peronospora.

CAVOLO BROCCOLO PRECOCE

Cavolo broccolo precoce 65 giorni: Questa varietà di broccolo ha una maturazione veloce, si aggira intorno ai 65-70 giorno dal trapianto. La sua testa ha la forma di una cupola e il peso è di circa 600-700gr. È una pianta che sopporta sia le alte sia le basse temperature. Viene usato molto in cucina per preparare diverse ricette come le orecchiette ai broccoli, le crespelle o i broccoli affogati (tipica ricetta catanese).

CAVOLO BROCCOLO PRECOCE

Broccoletto a getti – sparacello palermitano: Questo broccolo, in genere, è più alto rispetto agli altri e genera molti ricacci laterali. Il periodo di trapianto inizia da metà Giugno utilizzando due selezioni di semi adatti ai periodi (tardivo e precoce). La raccolta è scalare e va dall’autunno alla primavera. È molto apprezzato per il suo delizioso gusto.

BROCCOLETTO A GETTI - SPARACELLO PALERMITANO

Broccoletto a getti verde f1 – sparacello palermitano ibrido: È una pianta rustica e vigorosa. Produce circa 10-12 ricacci laterali per pianta dal peso di 20/40 gr ciascuno. I ricacci con stelo tenero sono molto salutari in quanto racchiudono vitamine e antiossidanti. Sono ottimi da mangiare e hanno un sapore dolce. Dal trapianto alla raccolta intercorre un periodo di tempo che va dagli 85 ai 90 giorni. In cucina il broccoletto a getti verde viene utilizzato in particolar modo come contorno o come insalata.

BROCCOLETTO A GETTI VERDE F1 - SPARACELLO

Broccoletto a getti viola – santee: Questa varietà ha una particolarità data dal gusto deciso di broccolo e da quello delicato degli asparagi. Produce steli con teste fiorite di color viola brillante. Contiene molte vitamine e antiossidanti. In cucina si abbina molto con le patate.

BROCCOLETTO A GETTI VIOLA - SANTEE

Cavolo broccolo ramoso calabrese selez. di Sarno: Questa pianta è di altezza media. Ha molti rami che portano alla nascita del broccoletto. Le foglie sono di colore verde scuro e presentano delle spigolature ai margini. In cucina sono buoni lessati con aglio e olio.

CAVOLO BROCCOLO RAMOSO CALABRESE SELEZ. DI SARNO

Cavolfiore verde magnifico – 130/140 giorni: Varietà di cavolfiore verde a ciclo tardivo invernale, la raccolta avviene a 130-140 giorni dal trapianto. È ideale per coltivazioni in pieno campo. È molto apprezzato per la qualità e il sapore, produce cavolfiori dalle teste verdi e ricoperte da fogliame. Il peso medio è di 1,2 kg. In cucina è ottimo gratinato o fritto in pastella.

CAVOLFIORE VERDE MAGNIFICO

Cavolfiore romanesco -100/110 giorni: Varietà di cavolfiore verde a ciclo medio, con raccolta a 100-110 giorni dal trapianto. La pianta è vigorosa, omogenea e di ottima qualità, con infiorescenza costituita da fioretti appuntiti, regolari, compatti e di colorazione verde intensa brillante. Ha una discreta resistenza alla peronospora. In cucina le ricette più utilizzate sono: polpette di cavolfiori, orecchiette cavolfiore e pancetta oppure semplicemente lessati e conditi con olio e sale.

CAVOLFIORE ROMANESCO

Cavolfiore violetto di Sicilia – 100/110 giorni: Varietà tipica siciliana che si contraddistingue dagli altri per il suo sapore unico e inconfondibile. Le infiorescenze dal colore violetto intenso sono di ottima qualità ed hanno un peso di circa 1,5 kg. La raccolta avviene a circa 100-110 giorni dal trapianto. In cucina le ricette più utilizzate sono: cavolfiori gratinati, cavolfiori in pastella, fritti, al forno o semplicemente lessati e conditi con olio e sale.

CAVOLFIORE VIOLETTO DI SICILIA

Cavolfiore Viola scuro di Sicilia sel Modica: Pianta vigorosa, generalmente raccolta a 110-130 giorni dal trapianto, caratterizzata da infiorescenza tonda di colore viola scuro. A differenza delle altre varietà, il cavolfiore viola scuro di Sicilia è conosciuto per il suo inconfondibile sapore. In cucina è utilizzato per molteplici ricette come: cavolfiori gratinati, cavolfiori in pastella, fritti, al forno o semplicemente lessati e conditi con olio e sale e ricette tipiche siciliane come i “bastaddi affucati”(cavolfiori affogati) o le focacce di cavolfiore

CAVOLFIORE VIOLA SCURO DI SICILIA SEL MODICA

Cavolfiore Arancione 80/85 giorni: Cavolfiore a ciclo precoce dalla forma tondeggiante, caratterizzato da un corimbo o testa arancione (colorazione dovuta alla presenza di betacarotene, sostanza contenuta anche nella carota) e con peso specifico di 1 Kg. In cucina può essere utilizzato per la preparazione di cavolfiori gratinati, cavolfiori in pastella, fritti, al forno o semplicemente lessati e conditi con olio e sale.

CAVOLFIORE ARANCIONE

Cavolfiore bianco – 80/85 giorni: Questa varietà ha un portamento eretto, con fogliame esterno che permette una facile identificazione della maturazione del corimbo ed ha una maturazione medio-precoce. Per la raccolta occorrono 80-85 giorni dal trapianto. L’infiorescenza è di colore bianco latte e ha un peso medio di 1 kg. In cucina le ricette più utilizzate sono: cavolfiori gratinati, cavolfiori in pastella, fritti, al forno o semplicemente lessati e conditi con olio e sale.

CAVOLFIORE BIANCO

Cavolfiore bianco – 100/110 giorni: Cavolfiore medio tardivo; per la maturazione completa devono trascorrere 100-110 giorni dal trapianto. Il cavolfiore si presenta compatto, di colore bianco candido e dal peso medio di 1 Kg. Si possono ottenere ottimi risultati, in quanto si adattano alle diverse condizioni climatiche e ai diversi periodi dell’anno. In cucina le ricette più utilizzate sono: cavolfiori gratinati, cavolfiori in pastella, fritti, al forno o semplicemente lessati e conditi con olio e sale.

CAVOLFIORE BIANCO 1

Cavolfiore verde ibrido-eco -100/110 giorni: Cavolfiore Ibrido della tipologia “macerata”, uniforme con foglie di colore verde-grigiastro. Produce una testa medio grande di colore verde. La raccolta si ottiene dopo 100-110 giorni dal trapianto. In cucina è ottimo gratinato o fritto in pastella.

 

CAVOLFIORE VERDE IBRIDO-ECO

Cavolfiore verde emeraude f1 – 90/100 giorni: Pianta vigorosa in grado di adattarsi alla coltivazione in pieno campo. Le teste raccolte sono di forma globosa e di colore verde. Le principali qualità dell’emeraude sono la densità del cavolfiore, la chiusura del fondo e il peso di 1,5 kg. La raccolta avviene dopo 90- 100 giorni dal trapianto. Con questo cavolfiore è possibile preparare ricette tipiche della cucina siciliana come i “bastaddi affucati”(cavolfiori affogati) o le focacce di cavolfiore.

CAVOLFIORE VERDE EMERAUDE F1

 

 

La coltivazione delle insalate

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03/10/2017

 La coltivazione delle insalate

LATTUGA ROMANA – 45-70 GIORNI: Portamento eretto dalle grandi foglie di colore verde brillante con costa croccante e spessa. Ha una buona resistenza alla salita a seme e alla sovramaturazione, favorendo così la massima elasticità di raccolta anche durante il periodo estivo. In cucina viene utilizzata soprattutto per freschissime insalate.lattuga_romana

LATTUGA ROMANA ROSSA – 35-60 GIORNI: Portamento eretto con foglie verdi sfumate di rosso e costa croccante e liscia. La resistenza alla salita a seme e alla sovramaturazione, permettono la massima elasticità di raccolta e l’ottima qualità del prodotto anche durante l’estate. In cucina è utilizzata per freschissime insalate.

lattuga-romana-rossa

LATTUGA CAPPUCCIO – 35-60 GIORNI: Detta anche cappuccina o trocadero presenta una colorazione verde chiaro. Possiede un’ottima tenuta alla salita a seme. Rustica e facile da produrre può essere coltivata in tutti i periodi dell’anno. Adatta per la coltivazione in pieno campo. In cucina viene utilizzata per delle gustosissime insalate.

LATTUGA-CAPPUCCIO

LATTUGA ICEBERG – 35-60 GIORNI: La lattuga iceberg ha una forma rotonda e leggermente schiacciata. Alla raccolta le foglie sono verde scuro, dentellate alle estremità, croccanti e spesse. Come la lattuga cappuccio è facile da produrre e può essere coltivata in tutti i periodi dell’anno. In cucina viene usata per preparare delle insalate di ottima qualità.iceberg 2(1)

LATTUGA CANASTA – 35-60 GIORNI: Pianta vigorosa con fogliame ampio, frastagliato e dentellato dal gusto dolce. Il cespo si presenta voluminoso e pesante con foglie sfumate di rosso. Ha un ciclo colturale molto elastico: primavera, estate ed autunno. Ottima resistenza al caldo e alla salita a seme. Viene consumata fresca, in insalate singole o miste.

canasta

 

LATTUGA BARBA DEI FRATI VERDE – 35 GIORNI: Varietà di lattuga da cespo e da taglio molto compatta con foglie lunghe, strette e appuntite all’estremità di colore verde. La raccolta avviene dopo 35 giorni dal trapianto e ha una rivegetazione molto veloce dopo il taglio. In cucina viene generalmente utilizzata per la preparazione di insalate molte appetitose.

latt_barba_frati verde

PREPARAZIONE E TRAPIANTO

IL TERRENO: Gradiscono un terreno molto fertile, poco consistente e ricco di calcio con un pH che si aggira intorno ai 6,7-7. Al contrario non risulta essere adatto alla coltivazione delle lattughe un terreno acido o salino.
LA CONCIMAZIONE DI BASE: Per evitare grandi quantità di azoto, la concimazione organica va fatta alla coltura precedente. Si possono creare pre-impianti di fosforo e potassio solo se non si ha un buon impianto a goccia.

LE ESIGENZE CLIMATICHE: Per un’ottimale germinazione le insalate hanno bisogno di un clima mite. Le temperature devono avere una media di 15-18° e una minima che non scenda al di sotto dei 6-8°.

IL TRAPIANTO: Deve avvenire nelle ore più fresche della giornata. È fondamentale irrigare il terreno per aiutare la pianta ad attecchire bene.

LA DISTANZA: 20-35 cm tra una pianta e l’altra e 35-50 cm tra le file per il passaggio.

 

COLTIVAZIONE

LE CURE COLTURALI: Eliminare costantemente le erbe spontanee in prossimità delle piante coltivate in quanto fonti di inoculo di numerose malattie. Per evitare la comparsa di queste erbe, è possibile utilizzare la pacciamatura, con paglia o con film plastici bianchi nella parte superiore e neri nella parte inferiore.

IRRIGAZIONE: Per l’irrigazione è preferibile un impianto a goccia con manichetta forata così da evitare di bagnare la vegetazione.

Questo gruppo di piante richiede annaffiature frequenti evitando eccessi e squilibri idrici e mantenendo costante il livello di umidità del terreno.

LE CONCIMAZIONI DI COPERTURA: È bene nutrire la pianta, ogni 7-10 giorni circa, con elementi naturali che contengono potassio, ferro, calcio, magnesio, fosforo, azoto e microelementi. Le lattughe hanno bisogno di molto azoto ma, al contempo, è bene evitare eccessi di questo concime in quanto rendono la pianta più sensibile alle malattie e possono innescare la formazione di nitrosammine, molto pericolose per la salute del consumatore.

Le soluzioni:

1) Dilatare nel tempo le concimazioni di azoto per evitare l’accumulo di nitrati nei tessuti;

2) Effettuare la raccolta durante giornate soleggiate;

3) Raccogliere le piante in fasi non troppo avanzate.

 

GLI AVVICENDAMENTI: Si sconsiglia la coltura ripetuta oltre i 3 anni per non andare incontro a danni dovuti ad attacchi parassitari.

LA RACCOLTA: Va effettuata quando il cespo raggiunge le dimensioni tipiche della varietà. Il cespo nelle varietà a rosetta e il grumolo nelle varietà incappucciate vanno raccolti con un taglio alla base del piede e successiva eliminazione delle foglie più esterne.

Le lattughe incappucciate pronte per la raccolta, se pressate tra le mani, non si comprimono (se immature si deformano). Il ciclo colturale varia da 40 a 120 giorni dal trapianto a seconda del periodo e della varietà.

IMBIANCHIMENTO: Alcune varietà di radicchio, dopo la raccolta, devono essere conservate in ambienti idonei per 7-15 giorni circa a una temperatura compresa tra i 10 e i 15°C, in assenza di luce. Tale processo fa sì che le parti interessate dall’imbianchimento non producendo clorofilla, diventino croccanti e friabili, di sapore leggermente amarognolo con nervature fogliari bianche e lamine del colore intenso tipico della varietà. Per alcune varietà di indivia, invece, è necessario legare i cespi per rendere più tenere, chiare e croccanti le foglie interne.

FISIOPATIE E AVVERSITÀ AMBIENTALI:

  • Prefioritura (“spicatura”): Favorita dalla siccità, dalle alte temperature e dall’intensa luminosità. Altra causa sono gli abbassamenti climatici che perdurano nelle prime fasi di sviluppo.
  • Necrosi dei bordi fogliari: Necrosi e imbrunimento dei margini e della parte alta delle foglie più esterne del cespo dovuta a squilibri idrici e/o ad assenza di calcio.
  • Spaccature fogliari: Si manifestano nel grumolo quasi maturo delle varietà incappucciate e nelle coste dei radicchi.
  • Grumoli spugnosi: Dovuti a eccesso di acqua e di elevate temperature oppure al disseccamento del terreno nella fase precedente la raccolta.
  • Sapore amaro e foglie coriacee: Sono dovute alle alte temperature o a una raccolta troppo avanzata.

 

AGENTI PATOGENI MALATTIE RICONOSCIMENTO CURE E TRATTAMENTI
Virus Clorosi, deformazioni e bollosità fogliari Eliminare i vettori (afidi) e le piante infette.
Insetti Larve terricole Erosioni di radici e colletto Etoprofos, Teflutrin, Deltametrina
Larve defogliatrici Erosioni sulle foglie Azadiractina, Indoxacarb, Etofenprox, Bacillus thuringiensis
Afidi Cespi infestati da colonie, di vario colore, di piccoli pidocchi; sono vettori di virus Acetamiprid, Deltametrina, Pirimicarb
Larve minatrici Sottili gallerie serpentiformi sulle foglie Eliminare foglie colpite, Spinosad, Azadiractina
Nematodi Piante con sviluppo ridotto. Presenza di numerosi noduli sulle radici Sovescio, letame, rotazioni con piante non suscettibili
Funghi o crittogame Peronospora (Bremia) Macchie angolose decolorate sulla pagina superiore delle foglie e muffetta bianca in corrispondenza delle stesse sulla pagina inferiore Varietà resistenti, buon arieggiamento. Rame, Propamocarb, Fossetil-Al
Tracheomicosi Deperimento della pianta e imbrunimenti dei tessuti interni del fusto Eliminare le piante colpite, Rotazioni
Marciumi vari del colletto Colpiscono il colletto e le foglie esterne causando l’avvizzimento delle piante Eliminare le piante colpite, Razionalizzare le irrigazioni, Iprodione.
Oidio Muffa biancastra farinosa sulla superficie della foglia Zolfo, Azoxystrobin
Agenti delle tacche fogliari Macchioline circolari da molto piccole fino ad 1 cm di diametro con alone rossastro o necrotico Rame, Thiram, Comoxanil
Batteri Tacche necrotiche di qualche millimetro o marciumi delle foglie esterne del cespo Eliminare le piante infette, ridurre umidità, Rame, Rotazioni
Lumache e limacce Erosioni fogliari e presenza di tracce mucose Esche avvelenate con Metaldeide o Metiocarb

 

 

LATTUGHINE DA TAGLIO

Per chi ha poco tempo e vuole avere a disposizione insalata fresca, tenera e gustosa, è possibile produrre in casa alcune varietà delle normali insalate come le lattughine da taglio. Tale denominazione si deve alla loro capacità di emettere ripetutamente ricacci in seguito al taglio.

Per la loro coltivazione si procede in questo modo:

– Trapiantare, in delle balconette per fiori, a una distanza di 5-6 cm le une dalle altre; alte densità consentono una crescita delle foglie verso l’alto e quindi uno sviluppo del cespo più chiuso; ciò rende più agevole il taglio.

– Irrigare al mattino, mantenendo il terreno umido evitando ristagni idrici;

– Dopo 7-10 giorni dal trapianto è possibile tagliare le foglioline a un’altezza di 5-6 cm da terra. Queste ultime non vanno danneggiate poiché daranno vita alla nuova vegetazione da tagliare. È consigliato ripetere il taglio ogni 7-10 giorni.

– In condizioni ottimali si possono ottenere da 5 a 10 sfalci per pianta;

– Dal 3°-4° sfalcio è possibile concimarle per stimolare la nascita delle nuove foglie e, quindi, incrementare la resa.

 

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI

Le insalate hanno un bassissimo potere calorico poiché costituite principalmente da acqua, carotenoidi, ferro, potassio, vitamina A, B2 e C. Hanno anche un ottimo contenuto di fibre che regolarizza la funzionalità intestinale.

 

Indivie

INDIVIA RICCIA: Forma un cespo eretto con foglie arricciate di colore verde e cuore bianco. Se legata, il cuore diventa più tenero. Il sapore che tende all’amaro e la croccantezza delle foglie fanno sì che questo ortaggio sia un componente principale nelle insalate miste.

indivia-riccia(1)

INDIVIA LISCIA: Pianta di grande dimensioni a portamento eretto, e con diametro di 35-40 cm. Le foglie sono lisce e allungate all’esterno e il cuore è abbastanza pieno di foglie. Il colore è verde brillante con il cuore che imbianca facilmente, senza adottare alcuna tecnica per l’imbianchimento. Il sapore tendente all’amaro e la croccantezza delle foglie rendono questo ortaggio ideale per la preparazione di insalate.

indivia liscia

IND. SCAR. CARDONCELLO BARESE: Varietà tipica pugliese. Ha un portamento eretto con foglie molto frastagliate e costa pronunciata di colore bianco. Di solito viene consumata lessata e condita con un pizzico di sale e olio d’oliva.

INDIVIA SCAROLA CARDONCELLO BARESE

IND. SCAR. CORNETTO DI BORDEAUX: Cespo grosso, allungato e avvolto, la cui formazione avviene molto precocemente. Le foglie sono lisce e di colore verde. La pianta ha un ciclo medio-tardivo. Alla raccolta si presenta di colore verde scuro con cuore a forma di cornetto. Ha un alto contenuto di ferro e di vitamina A e C.

CORNETTO DI BORDEAUX

 

Cicorie e radicchi

CICORIA CATALOGNA – 60 GIORNI: Ortaggio con cespo voluminoso e dal portamento eretto. Foglie frastagliate e di colore verde scuro a costa bianca e larga. Questa varietà di cicoria resiste bene alla salita a seme e può essere trapiantata sia in autunno sia in primavera. Generalmente la cicoria catalogna, viene consumata bollita.

CICORIA CATALOGNA 2
CICORIA PAN DI ZUCCHERO – 90-100 GIORNI: Cespo grande, allungato con grumolo interno dolce, bianco e croccante. Peso medio di 0,8 kg. Densità: 8-9 piante/mq. In cucina si consumano le foglie crude per insalate e sono ottime anche alla piastra.

CICORIA PAN DI ZUCCHERO

CICORIA PUNTERELLE GALATINE – 60 GIORNI: La sua forma è simile a quella di una pigna con le puntarelle di grosse dimensioni e soprattutto di ottimi sapori. La foglia è a costa larga, frastagliata e di colore verde intenso. La parte più buona di questo ortaggio sono principalmente i germogli centrali ed eventualmente anche le foglie più tenere. I germogli vengono consumati nelle insalate o in pinzimonio.

CICORIA PUNTERELLE GALATINE

RADICCHIO ROSSO A PALLA DI CHIOGGIA – 80-90 GIORNI: Si presenta compatto e uniforme con foglie croccanti e tenere. Quest’ultime nelle prime fasi, assumono un colore verde con venature rosse; in autunno invece acquisiscono una colorazione rossa intensa con nervature bianche. Le foglie vengono consumate crude, cotte arrosto, grigliate o al forno.

RADICCHIO ROSSO A PALLA DI CHIOGGIA

RADICCHIO ROSSO DI TREVISO – 100-110 GIORNI: Radicchio di forma eretta ellittica con fogliame lungo e stretto di colore rosso vivo con nervature quasi bianche. Il peso si aggira intorno ai 250-300 gr. Le foglie possono essere consumate crude in quanto croccanti e carnose o cotte arrosto o al forno.

RADICCHIO ROSSO DI TREVISO

RADICCHIO VARIEGATO DI LUSIA: Si presenta voluminoso, rotondo, compatto dal peso medio di 500-700 gr. Il fogliame interno è sottile con piccole nervature di colore verde chiaro e lievi variegature rosse. Priva di gusto amaro, teme molto le basse temperature. Le foglie vengono consumate crude o cotte arrosto, oppure come verdure grigliate o ancora al forno per la preparazione di lasagne e risotti.

RADICCHIO VARIEGATO DI LUSIA

 

 

LATTUGA BARBA DEI FRATI ROSSA – 35 GIORNI: Varietà di lattuga da cespo e da taglio di medio-grandi dimensioni, con foglie lunghe, strette e appuntite di colore verde con sfumature rosse. Ha un’ottima resistenza alla salita a seme. La raccolta avviene dopo 35 giorni dal trapianto. In seguito al taglio ha una capacità di rivegetare molto veloce. In cucina è ottima per le insalate.

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LATTUGA FOGLIA DI QUERCIA VERDE – 35 GIORNI: Questa lattuga produce un cespo voluminoso, il centro è pieno di foglie verdi, tenere, arrotondate e dal gusto dolce. Viene raccolta dopo 35 giorni dal trapianto ed ha un’ottima capacità di rivegetare dopo il taglio. Viene consumata fresca, in insalate.

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LATTUGA DI FOGLIA DI QUERCIA ROSSA – 35 GIORNI: Varietà da cespo e da taglio con cuore pieno di rosse foglie, tenere, arrotondate e dolci. Tollera bene la salita a seme. Viene raccolta dopo 35 giorni dal trapianto e possiede una grande capacità di rivegetare dopo il taglio. In cucina viene consumata fresca, in insalate miste o singole.

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LATTUGA GENTILINA BIONDA – 35 GIORNI: Lattuga sia da cespo sia da taglio. Il cuore è pieno di foglie di colore verde brillante molto tenere, frastagliate e dal gusto decisamente dolce. Possiede una buona tolleranza alla salita a seme. Viene raccolta dopo 35 giorni dal trapianto ed ha la grande capacità di rivegetare dopo il taglio. In cucina è buona per le insalate singole o miste.

LATTUGA GENTILINA BIONDA

 

LATTUGA GENTILINA ROSSA – 35 GIORNI: Questa è una varietà di lattuga da cespo e da taglio. Produce un cespo voluminoso, dal cuore pieno di foglie rosse tenere, frastagliate e dal gusto particolarmente dolce. Tollera bene la salita a seme. La raccolta avviene dopo 35 giorni dal trapianto ed ha un’ottima capacità di rivegetare dopo il taglio. In cucina viene consumata principalmente per le insalate.

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LATTUGA LOLLO ROSSA – 35 GIORNI:

Lattuga da cespo e da taglio, con il centro pieno di foglie di colore rosso scuro tenere, finemente frastagliate e dal gusto dolce. Ha una buona tolleranza alla salita a seme. La raccolta si sviluppa dopo 35 giorni dal trapianto e dopo il taglio possiede una rivegetazione molto veloce. In cucina viene consumata fresca, in insalate singole o miste.

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LATTUGA MISCUGLIO DA TAGLIO – 8-10 GIORNI: Mix di lattughini da taglio. Le foglie vanno tagliate a circa 4-5 cm dal suolo quando queste hanno raggiunto un’altezza di 10-15 cm circa; ricaccia rapidamente.

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Coltivare cavoli da foglia, fusto e cima.

Categories:
27/09/2017

PREPARAZIONE E TERRENO

IL TERRENO: per avere un’ottima produzione, il terreno ideale per la coltivazione del cavolo deve essere ben drenato, di medio impasto, con pH quasi neutro e ben lavorato in profondità in modo da permettere alle radici dell’ortaggio (di elevate dimensioni) di garantire un’ottima riserva idrica. Qualsiasi tipologia di cavolo soffre se piantata in terreni acidi ad esclusione del cavolo di Bruxelles; mentre il cavolo cinese è sensibile alla salinità del terreno. Generalmente gli anticipi di produzione dell’ortaggio sono causati da terreni sabbiosi che si riscaldano velocemente.

CONCIMAZIONE: Il metodo più utilizzato per la coltivazione dei cavoli da foglia è quello della concimazione organica, da non effettuare preferibilmente prima del trapianto o  soprattutto nel periodo autunnale-invernale in quanto vi è una buona possibilità che nelle porzioni commestibili si crei un accumulo di nitrati.

 

LE ESIGENZE CLIMATICHE: Per un’ottimale fioritura, i cavoli hanno bisogno di luce costante e diretta in grado di esaltare il loro potenziale.

  • Cavolo di Bruxelles: la migliore qualità si ha a fine autunno quando le temperature sono basse e le giornate luminose. Ha un’ottima resistenza al gelo.
  • Cavolo Cappuccio: si può adattare a diverse condizioni climatiche purché vi sia una buona irrigazione. Predilige anche ambienti umidi.
  • Cavolo Cinese: nella fase finale della coltura ha una buona resistenza al gelo(-6°C).
  • Cavoli da foglia: ottima resistenza al gelo.
  • Cavolo Rapa: soffre le temperature molto alte.
  • Cavolo Verza: nella fase di maturazione predilige un clima temperato freddo e umido; la temperatura perfetta per la crescita è di 18-20°C. In clima caldo secco il prodotto va in prefioritura.
  • Cima di Rapa: Si adatta facilmente a qualsiasi condizione climatica.

 

IL TRAPIANTO:

È preferibile eseguire il trapianto sempre nelle ore più fresche della giornata, inumidendo, prima dell’impianto al suolo, la zolletta e irrigando il terreno, in modo da facilitarne l’attecchimento.

  • Cavolo di Bruxelles: I periodi più indicati per il trapianto di tale tipologia di cavolo sono il mese di luglio, che vi assicurerà un raccolto autunnale e il mese di agosto che vi assicurerà un raccolto invernale.

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  • Cavolo Cappuccio: Per il trapianto del cavolo cappuccio è bene evitare i periodi più caldi che riducono notevolmente la qualità del prodotto. Sono da preferire invece, i mesi di ottobre-novembre che vi assicureranno un raccolto primaverile, il mese di marzo che vi assicurerà un raccolto a fine primavera inizio estate, i mesi di giugno e luglio che vi assicureranno un raccolto autunnale e il mese di agosto che vi assicurerà un raccolto nel periodo invernale.

 

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  • Cavolo Cinese: Il trapianto del cavolo cinese viene effettuato in inverno per le serre e da agosto a settembre in pieno campo.

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  • Cavolo Rapa: è preferibile svolgere i trapianti a fine estate inizio autunno.

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  • Cavolo Verza: trapianto a marzo-aprile per raccolta tarda primavera-estate, a luglio-agosto per la produzione autunno-invernale e a ottobre-novembre per raccolta a maggio.cavolo-verza
  • Cima di rapa: fine estate-inizio autunno.

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LA DISTANZA: Dal momento che le varietà tardive sono più rigogliose di quelle precoci è sempre bene al momento del trapianto distanziarle qualche centimetro in più.

 

VARIETÀ TRA LE FILE SULLA FILA
Cavolo di Bruxelles 60-70cm 35-55cm
Cavolo Cappuccio 50-70cm 40-65 cm
Cavolo cinese (pieno campo) 40-60cm 30-40cm
Cavolo cinese (serra) 25-40cm 25-35cm
Cavoli da foglia 40-50 cm 40-50cm
Cavolo rapa 30-40 cm 25-30cm
Cavolo verza 60-70cm 30-50cm
Cima di rapa 60-80cm 30-40cm

 

COLTIVAZIONE

LE CURE COLTURALI: eliminare costantemente le erbe spontanee (a mano o con sarchiatore) in prossimità delle piante coltivate in quanto fonti di inoculo di numerose malattie. Cavolo di Bruxelles: nel caso in cui si voglia determinare una maturazione dei cavoletti contemporanea e anticipata si può effettuare la cimatura dell’apice quando la pianta raggiunge le dimensioni definitive (50-100 cm). Cavolo cappuccio: non richiede cure particolari. Cavolo cinese: può essere piantato sia in pieno campo che in serra. Cavoli da foglia: pianta rustica che raramente manifesta attacchi parassitari. Cavolo rapa: negli ambienti caldi sono da evitare le colture estive e si preferiscono trapianti ad agosto-settembre in modo da avere, durante il ciclo autunno-invernale, temperature più basse. Cavolo verza: è sensibile all’ernia dei cavoli. Cima di rapa: più resistente delle altre Brassicacee alle malattie.

AGENTI PATOGENI MALATTIE RICONOSCIMENTO CURE E TRATTAMENTI
Virus Mosaicature e ingiallimenti tra le nervature e/o arrossamento dei margini con deformazione della lamina fogliare Lottare afidi vettori, eliminare piante con sintomi
Lumache e limacce: Erosioni fogliari e presenza di tracce mucose Esche avvelenate con Metaldeide o Metiocarb
 

 

Batteri

Marciume nero Macchie nere sul margine delle foglie e ingiallimenti ampi sui tessuti; piccioli fogliari e fusti con tessuti interni anneriti Rame Ampie rotazioni
Marciume molle Marciumi maleodoranti favoriti da periodi umidi Rame Eliminare le piante infette
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insetti

Mosca del cavolo Larve bianche che scavano gallerie nella radice; ingiallimento e morte delle piantine Deltametrina, Clorpirifos al terreno
Afide ceroso Pidocchi cerosi che causano accartocciamenti, ingiallimenti e disseccamenti fogliari Imidacloprid, Pirimicarb, Azadiractina
Aleurodidi Piccoli insetti alati bianchi sulla pagina inferiore delle foglie Deltametrina, Cyflutrin, Azadiractina
Cavolaia e altre larve di lepidotteri Causano erosioni sulle foglie Bacillus thuringiensis, Spinosad, Indoxacarb, Deltametrina
Altica Piccoli coleotteri, saltatori, nero lucido che causano erosioni ritondeggianti sulle foglie. Deltametrina
Cimici Causano piccole tacche gialle con disseccamenti dei tessuti per effetto delle punture Deltametrina,Cyflutrin.
Tripidi Argentature fogliari e necrosi dei tessuti per le punture Deltametrina, Cyflutrin, Spinosad.
Cecidomia Induce l’accecamento del germoglio centrale con sviluppo di più teste nei cavoli. Deltamentrina.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Funghi o crittogame

Ernia Sviluppo stentato delle piante e presenza di malformazioni tumorali nelle radici; favorita nei terreni umidi e acidi Rotazioni
Alternariosi Macchie nere, puntiformi o rotondeggianti su foglie e infiorescenze; favorita da piogge o elevate umidità ambientali Iprodione, Rame, Azoxystrobin, Difenconazolo
Microsferella Macchie circolari grigiastre o brune con zonature concentriche per eccesso di umidità Rame, Difenconazolo, Azoxystrobin
Peronospora Macchie giallastre sopra le foglie e presenza di muffetta biancastra nella pagina inferiore Rame, Propamocarb, eliminare le foglie malate
Ruggine bianca Pustole sopraelevate di colore bianco sulla pagina inferiore delle foglie; favorita da piogge Rame

 

 

Coltivare il cappero

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09/05/2017

Coltivare il cappero

Appartenente alla famiglia “Capparis spinosa” il cappero è un arbusto conosciuto non solo per la bellezza dei suoi fiori ma anche per la bontà dei suoi boccioli, che dopo essere raccolti e tenuti sotto sale o sotto aceto, sono molto utilizzati in cucina per la preparazione di deliziosi piatti.

Caratteristiche del cappero

Il cappero è un arbusto legnoso che in base alla tipologia e all’ambiente in cui nasce può svilupparsi fino a un’altezza di 80 cm circa. La pianta è caratterizzata da una base legnosa dalla quale germogliano ogni anno numerosi steli caratterizzati da foglie alterne e rotonde dietro le quali, nel caso della specie spinosa, si trovano delle lunghe e appuntite spine. Ciò che risalta subito agli occhi sono i fiori molto grandi di colore rosa con gli stami di colore viola. I fiori germogliano nei periodi di caldo, trasformandosi successivamente in capsule di colore prima verde e poi rossastro, dentro le quali sono contenuti molteplici semi.

La coltivazione del cappero

La pianta di cappero può essere facilmente coltivata in tutta Italia, zone di montagna escluse. La pianta, che può essere coltivata anche in vaso, generalmente se posizionata in un luogo caldo al riparo da correnti riesce a sopravvivere anche ai climi più rigidi dell’inverno.

Il Cappero

  • Famiglia, genere, specie: Capparidaceae, capparis spinosa;
  • Tipo di pianta: Arbusto strisciante o decombente;
  • Fogliame: Semipersistente;
  • Fiori: Bianchi e rosa, stami viola;
  • Dimensioni: H fino a 80 cm, L fino a 150 cm;
  • Crescita: Lenta;
  • Manutenzione: Bassa;
  • Rusticità: Fino a -5°C, ma teme umidità e ristagni;
  • Esposizione: Sole;
  • Irrigazione: Solo primo anno;
  • Umidità del suolo: Secco;
  • Terreno: Roccioso e povero;
  • Propagazione: Talea, semina;
  • Uso: Decombente, coprisuolo, vaso;

 

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Esposizione e temperature

Per la sua ottimale fioritura la pianta di cappero privilegia una posizione al contempo ben esposta al sole e riparata da venti e correnti, con le dovute precauzioni, però non è detto che questa non possa fiorire anche in ambienti più freddi. Da evitare assolutamente per il benessere della pianta sono le temperature che vanno al di sotto dei -5°C, in presenza delle quali la pianta deve assolutamente essere protetta.

Trapianto

Per coltivare una pianta di cappero è necessario un suolo correttamente drenato e non troppo compatto. Il terreno migliore per l’ottimale fioritura della pianta di cappero sarebbe quello naturale, grazie al quale le radici possono crescere e scavare tra le rocce. Qualora dovessimo scegliere di coltivare la pianta in vaso, bisognerà mescolare a un comune terriccio anche sabbia e lapillo. Ricordatevi però di prestare sempre la massima attenzione al momento del trapianto, dato che sia il fusto sia le radici sono estremamente delicate.

Calendario della fioritura del cappero

Impianto: Autunno (Sud), maggio (Nord)

Fioritura: Giugno-novembre

Raccolta boccioli: Giugno novembre

Raccolta frutti: Luglio-novembre

Potatura di produzione: Dicembre

Cimatura: Aprile-maggio

Talea: Autunno, su rami legnosi

semina: Gennaio, in semenzaio riscaldato (30°C)

 

Come annaffiare la pianta

Contrariamente alla stragrande maggioranza delle piante, il cappero sopravvive in condizioni di siccità e può essere danneggiato in caso di ristagni idrici. Proprio per questo generalmente è consigliato annaffiare la pianta solo durante l’anno del suo trapianto, facendo però sempre attenzione che il terreno sia completamente asciutto prima di procedere con la successiva annaffiatura, così facendo a partire dal secondo anno in poi la pianta sarà completamente autosufficiente. Quando si parla invece di coltivazione in vaso, bisogna fare attenzione, prima di procedere con l’annaffiatura, che il terreno si sia ben asciugato anche in profondità.

Concimazione

 

Dal momento che la pianta di cappero cresce in modo naturale anche in terreni poverissimi, non è strettamente necessario procedere con la concimazione del terreno prima del trapianto.
Potatura

Per l’ottimale fioritura della pianta di capperi è consigliato potare all’inizio dell’inverno tutti i rami a circa 1 cm dalla base, stimolandone così la produzione di nuovi e più rigogliosi. È consigliato, inoltre, effettuare più volte la cimatura durante il periodo estivo.

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Raccolta e conservazione del cappero

 

La raccolta dei capperi, che ha inizio nel mese di giugno e può durare anche fino al mese di ottobre, deve essere effettuata con cadenza settimanale dal momento che i boccioli devono essere raccolti quando sono ancora sodi e perfettamente chiusi.

Dopo la raccolta si procederà con la loro lavorazione, processo che deve essere effettuato con grande velocità al fine di conservarne inalterato il sapore. Generalmente i capperi vengono aromatizzati con foglie di alloro e conservati sotto aceto e sotto sale. Nel caso in cui si scelga la conservazione sotto sale è bene fare attenzione a eliminare tutta l’acqua prodotta dai frutti.

 

 

Coltivare la Lavanda

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02/05/2017

Coltivare la Lavanda

La lavanda è una pianta erbacea particolarmente apprezzata per il profumo dei suoi fiori, generalmente usati a scopo decorativo, a livello erboristico e in ricette culinarie. La pianta che non raggiunge elevate altezze (mezzo metro massimo) si sviluppa in larghezza, la sua ramificazione, infatti, la rende estremamente folta.

Le foglie della lavanda di forma peduncolata, sono posizionate in maniera opposta, mentre nella parte bassa dell’arbusto sono molto fitte, vanno via via diminuendo se si sale verso la punta del ramo.

In natura sono presenti circa 40 varietà di lavanda che pur differenziandosi le une dalle altre per dimensioni, intensità di profumo e caratteristiche estetiche, hanno in comune la capacità di fiorire e resistere a temperature calde e in situazioni di assenza quasi totale di acqua.

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Habitat pianta lavanda

Vista la sua elevata resistenza anche a condizioni climatiche avverse, la lavanda non richiede di un habitat con caratteristiche specifiche. Si tratta, infatti, di una pianta “rustica” che cresce specialmente in ambienti collinari in cui i terreni sono aridi e sassosi. Nonostante il suo adattarsi a qualsiasi condizione, la pianta di lavanda fiorisce in maniera ottimale, senza eccessiva necessità di acqua, se piantata in zone particolarmente esposte al sole e al vento, un’eccessiva annaffiatura potrebbe, infatti, causare danni alla pianta. La lavanda va annaffiata parsimoniosamente, verificando tra un’annaffiatura e un’altra che il terreno sia completamente asciutto (è bene, inoltre, lasciare passare qualche giorno senza annaffiare la pianta anche dopo la completa asciugatura del terreno).

Raccolta della lavanda

Nonostante durante la sua coltivazione la pianta non necessiti di particolari cure, quello della raccolta è un momento estremamente delicato.  Per prima cosa, infatti, bisognerà raccogliere tutte le sommità dotate di fiori che saranno fatti essiccare in un luogo fresco e ventilato prima di essere utilizzati. Una volta completato il processo di essiccazione, i fiori della lavanda vengono utilizzati: per il confezionamento di sacchetti profumati da inserire nella biancheria o per profumate composizioni floreali. Oltre che al processo di essiccazione, i fiori della lavanda possono essere sottoposti a un diverso tipo di lavorazione chiamato “distillazione a vapore” mediante il quale è possibile ottenere l’olio essenziale.

Coltivazione

Coloro che amano l’inconfondibile profumo della lavanda, potranno scegliere di coltivarla comodamente anche a casa propria semplicemente prestando qualche attenzione in più rispetto a quelle necessarie nella coltivazione in campo.

Per la coltivazione in casa per prima cosa dovrete scegliere tra le diverse varietà di lavanda, quella che più preferite, tenendo conto però del fatto che la lavanda francese è quella che meglio si presta a questo tipo di coltivazione. Dovrete poi scegliere un luogo in cui la pianta riceva i raggi del sole durante la maggior parte della giornata e munirvi di un grande vaso, terriccio e concime. Fatto questo occupatevi di mescolare tra loro, all’interno del vaso da voi scelto per il trapianto, il terriccio e la sabbia, ai quali aggiungerete del concime di tipo calcareo.  A questo punto inserite molto delicatamente la pianta e annaffiatela con estrema attenzione (ricordatevi di annaffiare nuovamente la pianta solo quando la sua terra risulterà completamente asciutta, evitando eventuali ristagni di acqua che potrebbero causare problemi).

Qualora doveste scegliere di collocare il vaso con di lavanda all’interno della vostra abitazione, ricordatevi di portarlo all’aria aperta verso la fine dell’estate in modo da permettere alla pianta di ricevere l’aria necessaria per la sua ottimale fioritura. Nel caso di ambienti poco umidi, è bene ricordarsi di collocare all’interno del vaso un po’ di ghiaia, in grado di mantenere l’ambiente circostante alla pianta umido al punto giusto.

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Storia della lavanda

 

Il termine lavanda deriva dal gerundio latino del verbo “lavare”.  Già dai tempi dell’antica Roma, infatti, il fiore veniva usato per profumare l’acqua del bagno. Secondo un’antica legenda, inoltre, pare che il fiore della lavanda sia un miracoloso antidoto in grado di combattere i morsi dei serpenti velenosi, basta strofinare sulla parte del morso i fiori macerati nell’acqua per ottenere sollievo.

Varietà di lavanda

Tra le 40 varietà presenti in natura le specie più diffuse tra le piante di lavanda sono:

  • Lavanda angustifolia: Può crescere fino a un metro di altezza, le sue foglie sono chiare e i suoi fiori color malva sbocciano generalmente a partire da metà estate.
  • Lavanda dentata: Dal profumo delicato e caratteristiche foglie dentellate, la lavanda dentata può raggiungere un’altezza di 75 cm. I fiori di questa specie di lavanda fioriscono generalmente verso la fine del periodo autunnale. Per la sua fioritura ottimale si consiglia la coltivazione in vaso che vi permetterà di riparare la pianta durante il periodo invernale.
  • Lavanda lanata: La lavanda lanata è una specie molto delicata che come la lavanda dentata deve essere necessariamente riparata durante il periodo invernale. I suoi fiori di colore viola scuro e dal profumo simile a quello della canfora sbocciano verso la fine del periodo estivo.
  • Lavanda stoechas: Alta circa 60 cm. la lavanda stoechas è originaria dei climi freddi.

Consigli per la scelta

Ogni varietà di lavanda possiede delle caratteristiche uniche in grado di soddisfare tutte le esigenze. Per questo abbiamo pensato di svelarvi qualche consiglio che vi aiuterà nella scelta della pianta più adatta a voi!

Consigliamo ad esempio, la lavandula angustifolia varietà munstead, a coloro che desiderano una pianta ideale per arricchire siepi e bordure con fioritura nel mese di maggio.

La lavanda angustifolia varietà Alba è consigliata invece per coloro che desiderano ornare siepi in cui sono già presenti altre erbe aromatiche come la salvia e il rosmarino.

 

Benefici per la salute

 

Oltre che dar vita a fiori dall’inconfondibile profumo, la lavanda possiede numerose proprietà benefiche come:

  • Proprietà antisettiche: Dopo aver lasciato i fiori della pianta a macerare nell’alcool, infatti, questi ultimi potranno essere utilizzati per la cura delle piccole ferite.
  • Proprietà curative per problemi respiratori: In caso di tosse o forti raffreddori, è molto consigliato inalare un infuso caldo di lavanda e olio essenziale.
  • Proprietà curative in caso di raffreddore e mal di testa: Dormire con un sacchetto di fiori di lavanda quando si è raffreddati, vi porterà un grande giovamento. Quando si ha mal di testa, invece è consigliato distendere sulle tempie dei panni umidi imbevuti in aceto aromatizzato alla lavanda.
  • Proprietà disinfettanti: L’infuso di fiori di lavanda è un ottimo disinfettante in grado di rinfrescare l’alito.
  • Proprietà curative in caso di puntura di insetto.
  • Proprietà sgrassanti per i capelli: Massaggiare il cuoio capelluto con l’olio di lavanda favorisce, inoltre la ricrescita.

Infine l’olio essenziale di lavanda è considerato un ottimo rimedio per le smagliature, la cellulite e la pelle a buccia d’arancia.

La lavanda in cucina

 

Oltre che per scopo decorativo o erboristico, la lavanda è molto usata anche in cucina per la preparazione di marmellate, tè e dolci. Molto amato dagli amanti del vino è quello aromatizzato alla lavanda da preparare lasciando macerare circa 6 gr di fiori all’interno di una bottiglia di vino bianco per un giorno intero, trascorso il quale dopo averlo filtrato si aggiungeranno circa 10 gr di zucchero precedentemente bollito in una tazza di acqua e un bicchierino di brandy.

 

 

Coltivare i gerani

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24/04/2017

Coltivare i gerani

 

Il Pelargonium più comunemente conosciuto con il nome di geranio è una pianta appartenente alla famiglia delle Geraniacee. Il termine “geranio” deriva da geranos che significa gru, tale nome fa riferimento alla forma della pianta, somigliante al becco di una gru.

Fa parte della famiglia delle Geraniacee anche il genere del Geranium, che a differenza del pelargonium è caratterizzato da foglie con un margine inciso e da un portamento prostrato, viste le sue caratteristiche, il Geranium è generalmente utilizzato in giardini rocciosi.

Dotato di un apparato radicale in grado di scendere in profondità di circa un metro nel terreno, il geranio pelargonio, importato per la prima volta in Italia da appassionati che successivamente diedero inizio alle ibridazioni dalle quali sono nate le molteplici varietà oggi presenti n commercio, è originario del Sud-Africa, zona caratterizzata da un clima piuttosto desertico e con scarsa piovosità. Per sopravvivere alle avversità climatiche, il pelargonium crea a foglie molto spesse ricoperte da una leggera peluria, che consente di diminuire notevolmente la traspirazione. La sua fioritura avviene durante qualsiasi periodo dell’anno, anche se nel corso dell’inverno la pianta necessita di alcuni piccoli accorgimenti.

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Consigli per la coltivazione

 

Quando si parla delle tecniche di coltivazione del geranio, bisogna sempre tenere in considerazione che quest’ultimo non resiste alle nostre temperature invernali, ragion per cui durante la stagione fredda è bene riporre le piante all’interno di serre amatoriali o professionali, che le proteggeranno dal freddo e da sbalzi di temperatura che potrebbero destabilizzare la loro salute, impedendone la fioritura.

Il ciclo colturale del geranio va dai 4 ai 6 mesi. Per la sua ottimale fioritura, la pianta, necessita di alcuni elementi nutritivi come: azoto (utilizzato nella fase iniziale della coltivazione, per dare vita a nuovi germogli), potassio (per generare il colore e il profumo dei fiori), ferro utile per evitare l’ingiallimento da clorosi ferrica e di una temperatura che varia tra i 15 e i 25 gradi.

È possibile riprodurre la pianta di geranio per seme, introducendo durante il mese di settembre il seme all’interno di vasi contenenti terriccio, terra di brughiera o tramite talea. Generalmente il metodo più utilizzato nel giardinaggio è quello per talea, da eseguire sempre entro il mese di agosto o entro il mese di settembre, lasciando le piante all’aria aperta protette dal sole senza annaffiarle.  Ideale per invasare le piante è invece la fine del mese di settembre e l’intero mese di ottobre.

Infine vista la sua estrema delicatezza e l’elevato rischio di contrarre numerose malattie, la pianta di geranio non va trascurata, ma al contrario necessita di molta cura e attenzioni.

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Guida alla coltivazione del finocchio

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11/04/2017

Guida alla coltivazione del finocchio

Fresco e dalle molteplici proprietà benefiche il finocchio per essere coltivato richiede alcuni piccoli accorgimenti.

Prima del suo trapianto, infatti, è sempre necessario procedere con la preparazione del terreno. Il finocchio non ama i terreni molto pesanti, quindi in questo caso bisognerà lavorare adeguatamente la terra almeno fino a che non sarà diventata soffice. Ricordatevi inoltre che il finocchio non deve essere mai piantato nella stessa aiuola in cui è stata coltivata in precedenza un’altra pianta di finocchio e neanche nello stesso luogo in cui erano state, in precedenza, coltivate altre piante appartenenti alla sua stessa famiglia come: la carota, il sedano e il prezzemolo. Normalmente si consiglia, infatti, di mettere a dimora il finocchio nello stesso luogo in cui vi era una coltura abbondantemente letamata, al fine di evitare le concimazioni minerali e limitare l’accumulo nelle parti commestibili di sostanze dannose per l’organismo (nitrati). Qualora il terreno dovesse risultare povero, lo si potrà arricchire con una concimazione minerale di azoto, fosforo e potassio.

Il trapianto

Trapiantare il finocchio è più semplice di quanto possiate immaginare…

Basterà, infatti, effettuare delle buche nel terreno di dimensioni poco più grandi della zolletta della piantina, all’interno delle quali successivamente la piantina stessa verrà riposta. A questo punto occupatevi di riaccostare il terreno e di riempire gli spazi vuoti.

Durante le operazioni di trapianto è bene ricordare sempre che:

  • Le distanze d’impianto tra le file devono variare tra i 50 e i 70 centimetri,
  • Le piante devono essere impiantate necessariamente a una distanza di circa 20-25 centimetri le une dalle altre.

Al termine delle operazioni di impianto (che si consiglia di effettuare sempre nelle ore più fresche della giornata) occupatevi di mantenere il più possibile fresco il terreno innaffiandolo ripetutamente, tale operazione impedirà la salita a seme.

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Irrigazione

Specie durante i periodi dell’anno più caldi, per la sua ottimale crescita la pianta di finocchio necessita di un’annaffiatura costante e curata. Annaffiarla di rado comporta, infatti, durante la prima fase di sviluppo della pianta il mancato approfondimento dell’apparato radicale e durante la seconda fase di sviluppo l’arresto della vegetazione con conseguenti perdite di peso e volume dei grumoli. Il sistema più consigliato per una corretta annaffiatura della pianta di finocchio e un notevole risparmio idrico, è quello dell’impianto a goccia con manichetta forata, gestito da un elettrovalvola a tempo. Tale sistema permette, infatti, di innaffiare la pianta con intervalli di tempo regolari, riducendo al minimo qualsiasi problema fitosanitario.

Diserbo

Durante la fase di coltivazione sarà bene tenere il più possibile pulite le aiuole dalle piante infestanti. Tale operazione potrà essere effettuata o con leggere zappature o con estirpature superficiali, ponendo sempre la massima attenzione a non danneggiare i grumoli in via di formazione che risultano estremamente delicati e sensibili agli urti.

 

Imbianchimento

L’imbianchimento, utile per rendere completamente bianchi i grumoli, è una tecnica da eseguire rincalzando le piante o 15 giorni prima della raccolta, quando i grumoli sono già quasi completamente formati, o quando i grumoli iniziano a ingrossarsi.

 

Raccolta

La raccolta dei finocchi deve essere effettuata sempre quando questi hanno raggiunto la loro grandezza massima, dal momento che, se raccolti quando il grumolo non si è del tutto formato, il finocchio risulterà fibroso. La raccolta va eseguita scalzando le piante con l’aiuto di una vanga, facendo sempre attenzione a non danneggiare i grumoli. Una volta terminato il raccolto bisognerà dapprima eliminare le foglie più esterne e successivamente lavare i grumoli sotto abbondante acqua. Fatto questo i finocchi saranno pronti per essere consumati.

La Malattia

La malattia più dannosa che generalmente può colpire la pianta di finocchio è la sclerotinia, causata dal fungo Sclerotinia sclerotiorum, questa danneggia in modo irreversibile il grumolo che in breve tempo marcisce ricoprendosi completamente di un feltro di colore bianco.

Per evitare che gli organi di conservazione del fungo restino nel terreno, rischiando di contaminare anche le altre piante, è sempre bene estirpare tutti i grumoli colpiti dal fungo.

Escludere totalmente la contaminazione da Sclerotinia sclerotiorum è quasi impossibile. Esistono però dei metodi da adottare per prevenire la malattia consistenti nell’accurata sistemazione del terreno al fine di evitare ristagni d’acqua e nel contenimento di concimazioni azotate e interventi irrigui.

Guida alla coltivazione delle piante di pomodoro

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27/03/2017

Il terreno più adatto per la coltivazione del pomodoro:

Il pomodoro può essere coltivato in qualsiasi tipo di suolo privilegiando quelli ricchi di sostanze organiche, irrigui, neutri, drenanti e a medio impasto (in cui sarà possibile ottenere i migliori risultati).

Concimazione di base:

Introdurre nel terreno (almeno 20 giorni prima del trapianto) un concime organico come: letame fermentato maturo o compost e/o concimi minerali a lenta cessione contenenti un quantitativo equilibrato di fosforo e potassio.

Esigenze Climatiche:

Le piante di pomodoro si adattano facilmente a qualsiasi clima, meglio ancora se temperato o caldo. Durante il periodo invernale è sempre bene coltivare le piante di pomodoro in serra. Solo le temperature inferiori ai 5° C possono compromettere la crescita della pianta.

 

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Modalità per effettuare il trapianto:

Prima di procedere all’impianto delle piante di pomodoro (da effettuare sempre nelle ore della giornata più fresche come la mattina o il tardo pomeriggio) è necessario preparare il terreno irrigandolo e inumidendo la zolletta in modo da facilitare l’attecchimento.

Al momento dell’impianto ricordate sempre di lasciare almeno 35/40 cm di spazio tra una pianta e l’altra e 70/80 cm. di spazio tra una fila di piantine e l’altra.

Cure colturali:

Per fare in modo che le vostre piante di pomodoro crescano, facilmente, è sempre bene sottoporle a delle periodiche cure:

  • Eliminare tutte le erbe spontanee che crescono in prossimità delle piante coltivate;
  • Effettuare la pacciamatura con film plastico nero o strati di paglia, al fine di evitare la comparsa di infestanti.

Essendo molto folte, per favorire lo sviluppo delle piante di pomodoro a crescita indeterminata, è necessario prestare qualche attenzione in più, bisogna, infatti, preparare i sostegni per l’impalatura (spago o tutori) ai quali le piante verranno pian piano legate. Tale legatura consentirà alle piante di essere meglio esposte al sole e ridurrà i rischi di contaminazioni funginee dovute al contatto con il terreno.

Un’altra pratica da effettuare per le piante a crescita indeterminata è la scacchiatura o sfemminellatura consistente nell’eliminazione dei germogli ascellari, favorendo una crescita più abbondante e al contempo uniforme. In tali piante è infine possibile effettuare la cimatura dell’apice dopo il 4/5°palco floreale in modo da ridurre l’altezza e anticipare la maturazione.

Irrigazione:

Il metodo più consigliato per una perfetta irrigazione delle piante di pomodoro (da effettuare sempre nelle ore più fresche della giornata) è l’impianto a goccia con manichetta forata gestito da un’elettrovalvola temporizzata collegata al rubinetto, che innaffia le piante a intervalli di tempo regolare senza bagnare la vegetazione, riducendo quindi qualsiasi problema fitosanitario.

Concimazione di Copertura:

Per crescere in modo ottimale la pianta di pomodoro necessita di una concimazione periodica. Ogni 7/10 giorni, infatti, la pianta deve essere alimentata con concimi minerali contenenti: azoto, fosforo potassio, ferro e magnesio o con prodotti naturali stimolanti come: alghe o sangue bovino. Specialmente nella fase di ingrossamento o maturazione della pianta è consigliato utilizzare concimi con un più alto contenuto di potassio.

Consociazioni:

Positiva per la pianta di pomodoro è la coltivazione contemporanea di sedano, prezzemolo, spinaci, cavoli, lattughe, cicorie, rape, porri, aglio e fagiolini.

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Avvicendamenti:

Al fine di evitare la proliferazione di parassiti è bene non piantare mai il pomodoro nello stesso luogo per almeno per 3-4 anni. È bene, inoltre, evitare di coltivare la pianta di pomodoro nel terreno in cui in precedenza erano piantate melanzane, peperoni o patate.

Raccolta:

Generalmente la raccolta del pomodoro viene effettuata tra il mese di luglio e di settembre, il periodo cambia però in base alla varietà di pomodoro. I pomodori da conserva, infatti, vengono raccolti a completa maturazione, quelli da mensa invece vengono raccolti quando raggiungono la colorazione verde-rosata. Dal momento del trapianto a quello della raccolta trascorrono almeno 60-80 giorni.

Infine c’è da dire che la quantità di bacche prodotte dalla pianta di pomodoro variano in base al luogo di coltivazione. Le piante coltivate in campo producono da 2 a 5 Kg di bacche invece quelle in serra ne producono da 4 a 8 Kg.

Fisiopatie:

La pianta di pomodoro è interessata da molteplici disordini fisiologici (marciume apicale del frutto causato da carenza di calcio, spaccatura dei frutti a seguito di irrigazioni abbondanti e asfissia radicale causata da ristagni idrici) meglio conosciuti con il nome di fisopatie che se non correttamente curate possono diminuire notevolmente la produzione dei frutti. Le fisiopatie possono colpire le diverse parti della pianta come: le foglie, i frutti o addirittura le radici.

Lotta biologica:

Combattere i parassiti in modo ecologico è possibile basta irrorare periodicamente le foglie della pianta esclusivamente con prodotti naturali come: olii vegetali, sapone potassico, estratti di ortica e aglio.

 

 

La Fava

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21/10/2016

Originaria di alcune regioni dell’Africa e dell’Asia veniva coltivata al tempo dei Romani. La fava è una pianta erbacea annuale di rapida crescita e molto vigorosa. Ha una vegetazione eretta, ramificata e alta fino ad 1 metro con foglie composte da 3-4 coppie di foglioline carnose e di colore verde pallido. Il frutto è un baccello molto ingrossato, lungo fino a 25 cm, che contiene da 3 a 10 semi. Le varietà si differenziano per taglia della pianta, precocità di maturazione, grandezza dei baccelli, ecc…                              In Italia la varietà più diffusa è la aguadulce, da cui sono derivate la fava lunga delle cascine e la sciabola verde. Altre varietà da menzionare sono la astabella, paceco, aprilia, quarantina, gigante d’Ingegnoli, baggiana, corniola, di Caltagirone, di Riesi e Marsala. È presidio Slow Food la fava larga di Leonforte (EN) e la fava di Carpino (FG).
Le fave fresche, di pronto consumo, si raccolgono quando i baccelli sono sufficientemente sviluppati e i semi ben ingrossati, invece, le fave secche, si ottengono tagliando le piante al piede, quando sono completamente ingiallite.

Come pulire e sgranare:                                                                                                                                                                                   Sgranare le fave dal baccello, romperne le due estremità, tirare il “filo”, e prelevare i semi. Occorre ammollare le fave per un tempo che varia dalle 16 alle 18 ore, in acqua. Se fresche primaverili non occorre l’ammollo. La parte commestibile delle fave è il 26%. Si consiglia di eliminare la pellicina sottile presente sul seme, soprattutto per preparazioni cremose e per renderle più digeribili.

Bulbi da fiore

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15/10/2016

I bulbi che fioriscono vengono piantati in autunno fra Settembre e Dicembre. Ci sono molti modi di piantarli, comunque il metodo più diffuso consiste nello scavare con una paletta da giardinaggio un buco poco profondo. Per creare un effetto naturale spargete delicatamente i bulbi sulla zona in cui intendete piantarli e collocateli in un buco più o meno dove cadono. Per ottenere l’effetto migliore, combinate, nella stessa miscela da piantare, diversi bulbi. Questo creerà un magnifico miscuglio di colori. La profondità del buco in cui piantarli dipenderà dalle dimensioni del bulbo. Comunque, come regola generale, piantate i bulbi ad una profondità doppia rispetto alla sua altezza. I più grandi si possono piantare ad una distanza di 12 cm, mentre i bulbi più piccoli possono essere piantati un po’ più vicini: 10 cm.

bulbi

Per creare una sgargiante massa di colore è possibile piantarli ancora più vicino fino a farli toccare. Prima di piantare qualunque cosa, coltivate sempre il terreno del giardino. Questo semplifica notevolmente la messa a dimora e aiuta le nuove radici ad iniziare nel migliore dei modi. I bulbi da fiore si sviluppano rigogliosamente nel terreno ben drenato. I bulbi lasciati crescere e acclimatarsi preferiscono materiale organico o compost mescolati al terreno in cui vengono piantati.  Possono anche essere piantati in vasi riempiti di terreno che dreni liberamente, senza che sia necessario aggiungere concimi durante la prima stagione  di crescita. Una volta piantati, annaffiate bene il terreno. Se vivete in una zona in cui è probabile che si verifichino forti gelate, date loro una piccola protezione supplementare contro le gelate distribuendo sul terreno paglia, foglie morte o compost.

Dato che i bulbi da fiore sono degli organi sotterranei ricchi di sostanze nutritive di riserva, la fioritura non finisce una volta appassiti i fiori del primo anno. Molti rispunteranno ancora la primavera successiva, specialmente se, quando i fiori iniziano ad appassire, aggiungerete al terreno un po’ di concime.

Iris                                                             Lilium                                                               Narciso

iris lilium narciso

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