Coltivare il cappero

Appartenente alla famiglia “Capparis spinosa” il cappero è un arbusto conosciuto non solo per la bellezza dei suoi fiori ma anche per la bontà dei suoi boccioli, che dopo essere raccolti e tenuti sotto sale o sotto aceto, sono molto utilizzati in cucina per la preparazione di deliziosi piatti.

Caratteristiche del cappero

Il cappero è un arbusto legnoso che in base alla tipologia e all’ambiente in cui nasce può svilupparsi fino a un’altezza di 80 cm circa. La pianta è caratterizzata da una base legnosa dalla quale germogliano ogni anno numerosi steli caratterizzati da foglie alterne e rotonde dietro le quali, nel caso della specie spinosa, si trovano delle lunghe e appuntite spine. Ciò che risalta subito agli occhi sono i fiori molto grandi di colore rosa con gli stami di colore viola. I fiori germogliano nei periodi di caldo, trasformandosi successivamente in capsule di colore prima verde e poi rossastro, dentro le quali sono contenuti molteplici semi.

La coltivazione del cappero

La pianta di cappero può essere facilmente coltivata in tutta Italia, zone di montagna escluse. La pianta, che può essere coltivata anche in vaso, generalmente se posizionata in un luogo caldo al riparo da correnti riesce a sopravvivere anche ai climi più rigidi dell’inverno.

Il Cappero

  • Famiglia, genere, specie: Capparidaceae, capparis spinosa;
  • Tipo di pianta: Arbusto strisciante o decombente;
  • Fogliame: Semipersistente;
  • Fiori: Bianchi e rosa, stami viola;
  • Dimensioni: H fino a 80 cm, L fino a 150 cm;
  • Crescita: Lenta;
  • Manutenzione: Bassa;
  • Rusticità: Fino a -5°C, ma teme umidità e ristagni;
  • Esposizione: Sole;
  • Irrigazione: Solo primo anno;
  • Umidità del suolo: Secco;
  • Terreno: Roccioso e povero;
  • Propagazione: Talea, semina;
  • Uso: Decombente, coprisuolo, vaso;

 

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Esposizione e temperature

Per la sua ottimale fioritura la pianta di cappero privilegia una posizione al contempo ben esposta al sole e riparata da venti e correnti, con le dovute precauzioni, però non è detto che questa non possa fiorire anche in ambienti più freddi. Da evitare assolutamente per il benessere della pianta sono le temperature che vanno al di sotto dei -5°C, in presenza delle quali la pianta deve assolutamente essere protetta.

Trapianto

Per coltivare una pianta di cappero è necessario un suolo correttamente drenato e non troppo compatto. Il terreno migliore per l’ottimale fioritura della pianta di cappero sarebbe quello naturale, grazie al quale le radici possono crescere e scavare tra le rocce. Qualora dovessimo scegliere di coltivare la pianta in vaso, bisognerà mescolare a un comune terriccio anche sabbia e lapillo. Ricordatevi però di prestare sempre la massima attenzione al momento del trapianto, dato che sia il fusto sia le radici sono estremamente delicate.

Calendario della fioritura del cappero

Impianto: Autunno (Sud), maggio (Nord)

Fioritura: Giugno-novembre

Raccolta boccioli: Giugno novembre

Raccolta frutti: Luglio-novembre

Potatura di produzione: Dicembre

Cimatura: Aprile-maggio

Talea: Autunno, su rami legnosi

semina: Gennaio, in semenzaio riscaldato (30°C)

 

Come annaffiare la pianta

Contrariamente alla stragrande maggioranza delle piante, il cappero sopravvive in condizioni di siccità e può essere danneggiato in caso di ristagni idrici. Proprio per questo generalmente è consigliato annaffiare la pianta solo durante l’anno del suo trapianto, facendo però sempre attenzione che il terreno sia completamente asciutto prima di procedere con la successiva annaffiatura, così facendo a partire dal secondo anno in poi la pianta sarà completamente autosufficiente. Quando si parla invece di coltivazione in vaso, bisogna fare attenzione, prima di procedere con l’annaffiatura, che il terreno si sia ben asciugato anche in profondità.

Concimazione

 

Dal momento che la pianta di cappero cresce in modo naturale anche in terreni poverissimi, non è strettamente necessario procedere con la concimazione del terreno prima del trapianto.
Potatura

Per l’ottimale fioritura della pianta di capperi è consigliato potare all’inizio dell’inverno tutti i rami a circa 1 cm dalla base, stimolandone così la produzione di nuovi e più rigogliosi. È consigliato, inoltre, effettuare più volte la cimatura durante il periodo estivo.

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Raccolta e conservazione del cappero

 

La raccolta dei capperi, che ha inizio nel mese di giugno e può durare anche fino al mese di ottobre, deve essere effettuata con cadenza settimanale dal momento che i boccioli devono essere raccolti quando sono ancora sodi e perfettamente chiusi.

Dopo la raccolta si procederà con la loro lavorazione, processo che deve essere effettuato con grande velocità al fine di conservarne inalterato il sapore. Generalmente i capperi vengono aromatizzati con foglie di alloro e conservati sotto aceto e sotto sale. Nel caso in cui si scelga la conservazione sotto sale è bene fare attenzione a eliminare tutta l’acqua prodotta dai frutti.