Ortaggio molto produttivo appartenete alla famiglia delle Cruciferae, adatto ad essere coltivato in climi diversi. Si distingue dai cavoli e soprattutto dai broccoli per lo stelo ben ingrossato, corto e carnoso, per le foglie molto ampie e oblunghe ma quasi intere e a costa mediana ben marcata, bianca e a lembo fogliare verde pallido o glauchescente. Del cavolfiore si consumano le infiorescenze. I cavolfiori sono tipici della stagione invernale. È opportuno approfittare delle sue caratteristiche nutritive e consumarla un paio di volte la settimana per tutto l’inverno. Grazie al limitato contenuto calorico e all’elevato potere saziante, i cavolfiori sono perfetti anche per chi segue una dieta. I cavolfiori crudi e non lavati si possono conservare in frigorifero fino a dieci giorni, ma una volta cotti si possono tenere al massimo 2 giorni. Essendo ortaggi delicati, e dunque facilmente deperibili, è consigliabile consumarli freschi anche per poter beneficiare pienamente delle loro proprietà. Sono ricchi di minerali e vitamine, in particolare la vitamina C . Sono, inoltre, alimenti antiossidanti e antinfiammatori; indicati in caso di diabete, in quanto contribuiscono, con la loro azione, al controllo della glicemia. Alcuni recenti studi scientifici attribuiscono loro proprietà anticancro. Il centrifugato di cavolfiori è un valido rimedio naturale contro il raffreddore. I cavolfiori, inoltre, aiutano a regolare il battito cardiaco e a tenere sotto controllo la pressione arteriosa; stimolano il funzionamento della tiroide e sono utili nella alimentazione di chi soffre di colite ulcerosa.

